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Arsenale Creativo Pavia

Comunicazioni

All’ombra del bialbero di Casorzo

 

Avevate mai visto un bialbero?

È un evento raro in natura, quello per cui un albero ne ospita un altro: in questo caso un gelso che ospita un ciliegio tra Grana e Casorzo, in provincia di Asti.

Lo abbiamo preso a simbolo di un nuovo inizio, dopo questi mesi di attesa riguardo all’Arsenale dovuti allo svolgimento delle pratiche burocratiche rispetto alla bonifica dell’amianto e al conferimento dell’incarico di progettazione sull’area.

In questi ultimi mesi l’Arsenale non è stato accessibile e questo ci ha precluso la possibilità di sfruttare il capannone che avevamo reso agibile a nostre spese un anno fa, sia per utilizzi temporanei che per lavorare sull’obiettivo di realizzarci una Casa delle associazioni.

Il prossimo direttivo si riunirà sotto al bialbero: deciso! 🙂

Pronte le linee guida del Comune, e il Demanio investe in bonifiche!

Parte della folla di ieri, 23 febbraio, al Politeama, per parlare di Arsenale

 

Ebbene sì, il Comune di Pavia ha pubblicato il documento inviato al Demanio per proporre le proprie linee guida da seguire nella valorizzazione dell’ex Arsenale! In mezzo ai tecnicismi propri del caso, si parla anche del nostro lavoro di progettazione, quello che abbiamo svolto insieme negli ultimi anni: una grande soddisfazione e anche un segno della collaborazione virtuosa che si può instaurare con gli enti pubblici.

Proprio ieri, negli spazi del Politeama, si è svolto un incontro di informazione sullo stato dei lavori demaniali sull’Arsenale, organizzato dal Comune. A brevissimo pubblicheremo un report per condividere i contenuti principali emersi, ma una buona notizia va data subito: il Demanio ha infatti ufficializzato il proprio finanziamento di un milione e mezzo di euro per la bonifica dell’intera area, notizia che fa tirare un grande sospiro di sollievo a tutti coloro che si stanno interessando all’Arsenale.

Ulteriore buona notizia è una esplicita disponibilità, da parte del Demanio, a collaborare con le associazioni che si sono riunite intorno all’Arsenale, aprendosi a idee innovative come possono essere proprio la progettazione partecipata o la Fondazione di Partecipazione, argomento più volte entrato negli ordini del giorno di Arsenale Creativo e che, forse, potrà avere concrete possibilità di sviluppo.

Di seguito, alcuni spunti sui contenuti del documento.

Il complesso militare Caserma Cairoli, noto come ex Arsenale di Pavia e ubicato in via Riviera (Pavia Ovest), è assimilabile ad un’area produttiva/industriale dismessa. L’area misura circa 150.000 mq. Nel PGT vigente è definita come Area di Trasformazione AD 1 del Documento di Piano, che prevede di insediare un mix funzionale (Residenza, Terziario, Commerciale e di Servizi pubblici e di interesse generale).

Il progetto di recupero dovrà prevedere la sua rifunzionalizzazione e stabilire un nuovo assetto urbano, con il mantenimento degli edifici di pregio o di valore culturale, la demolizione delle strutture obsolete e la definizione di una nuova Rete Infrastrutturale che integri quella della città di Pavia. Inoltre il nuovo complesso urbano dovrà essere attraversabile e fruibile da tutti i cittadini, in modo tale che si innesti in un sistema ecologico-paesaggistico di Ticino e Navigliaccio, valorizzando economie del tempo libero, dello sport e del turismo.

E’ richiesta particolare attenzione agli aspetti paesaggistici e ambientali di connessione con la sponda sinistra del fiume Ticino e riqualificazione delle sponde del Navigliaccio, che attraversa il sito, in coerenza con i paesaggi naturale e antropico, tale da garantire continuità tra gli elementi naturali del “Bosco di cintura e aree di ripristino agro-sistemica”.

Arch. Teresio Fasani, Consigliere di Arsenale Creativo

L’Arsenale non è un caso da archiviare

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Prima di tutto, vorremmo rassicurarvi: NIENTE PANICO. No, non abbiamo certezze al 100% ma sì, abbiamo un piano.

I pavesi più attenti (o quelli che ci seguono su Facebook) avranno senz’altro già letto la notizia, di ormai quasi due mesi fa: una parte dell’Arsenale di Pavia diventerà sede di un Polo archivistico che concentrerà in un unico luogo i materiali oggi decentrati in diversi spazi della Lombardia, mossa che farà risparmiare qualche soldo agli enti pubblici. L’accordo conclusivo è stato firmato proprio pochi giorni fa (16 settembre 2016) da Demanio, che ricordiamo essere il proprietario dell’Arsenale, il MIBACT (il diminutivo di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), Regione Lombardia e, naturalmente, il Comune di Pavia.

Il Demanio in particolare vuole rendersi parte attiva di una progettazione globale dell’area, coinvolgendo soprattutto le realtà che hanno partecipato alla Manifestazione di interesse dello scorso novembre, fra cui la nostra associazione: questo significa che l’importanza di avere un disegno unitario e condiviso su tutto l’Arsenale, opposta a una visione calata dall’alto e spezzettata del complesso, ha fatto presa, consapevolezza che ci fa capire che stiamo andando nel verso giusto. Resta solo da attendere che il tavolo dei manifestanti interesse sia convocato ma, appunto: niente panico.

Qualche dato per capirci meglio: l’archivio più grande sarà quello che verrà trasferito da Morimondo (con la M, non con la B!), in provincia di Milano: la sua superficie è di 12 mila mq e contiene materiale appartenente al MIBACT. Si prospetta che l’intero Polo archivistico coprirà, sul totale di 140 mila mq di superficie dell’Arsenale, 45 mila mq, ci cui 15-20 mila di superfici al coperto. Va sottolineato che, nelle linee guida elaborate con i cittadini, si prospettava già che un terzo della superficie dell’Arsenale avrebbe avuto funzione pubblica, quindi con le misure dovremmo esserci.

Il Polo sarà probabilmente trasferito nelle parti meno pregiate dell’Arsenale, per un banale motivo di conservazione ottimale di una giga-mole di carta: pareti in cemento è meglio di pareti in legno, senza contare che l’ideale sarebbe avere pochi punti di esposizione diretta alla luce solare. La zona potrebbe essere quella degli edifici segnati nella mappa qui sotto.

Possibile collocazione del Polo archivistico

Tempistiche precise, chiaramente, non si possono ancora prospettare, sebbene si possa immaginare che saranno lunghe come un po’ sempre accade 🙂 Sicuramente nulla si muoverà senza avere i risultati degli studi di caratterizzazione, cioè quelli che riguardano lo stato del terreno e degli inquinanti dell’area, studi che avrebbero dovuto dare risultati già lo scorso giugno (promessi ora entro la fine dell’anno). Come sempre: niente panico.

Dalle istituzioni tengono a far sapere – con un po’ di sollievo da parte nostra – che il Polo archivistico andrà inteso come zona viva e non come edificio in cui buttare materiale da tenere immobile: il risultato auspicato è quello che vede l’archivio frequentabile come fosse una biblioteca, oltre all’idea già espressa dai firmatari dell’accordo di esporre alcune installazioni e sculture nei cortili che potrebbero diventare parte dell’archivio.

Alla parola “archivio” nessuno di noi effettivamente ha fatto i salti di gioia, anche perché nessuno ne aveva mai parlato prima dell’approvazione della delibera regionale: siamo convinti che la notizia avrebbe raccolto maggiori consensi se fosse stata condivisa e si fosse permesso ai cittadini coinvolti di esprimersi e riflettere in merito. Vero però è che, con questa mossa del pubblico, anche i nostri progetti sull’area potrebbero avere finalmente una bella spinta in avanti: persone a guardia dell’Arsenale, finanziamenti per riqualificare l’area, la sicurezza che qualcosa (anche se mastodontico) si sta muovendo…

L’obiettivo è proprio quello di mantenere vivo il focus sull’enorme patrimonio di spunti, idee e proposte nati intorno all’Arsenale, affinché le istituzioni non possano fare a meno di tenerlo in forte considerazione e farlo proprio: su questo, abbiamo un piano.

Niente panico: sappiamo sempre dov’è il nostro asciugamano.

 

 

 

 

Fondare o non fondare? Questo è il dilemma! – Assemblea pubblica

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Ci siamo eh. Dopo qualche mese trascorso a riflettere, elaborare, ridare un senso, abbiamo trovato la soluzione. O meglio, quella che potrebbe esserlo.

Un anno fa ci trovavamo a interloquire con il Comune di Pavia e, per questo, a doverci dare un volto giuridico che avesse una stabilità: per questo, da gruppo informale, siamo diventati un’associazione vera e propria.

Oggi si ripropone una situazione, in qualche modo, simile: come possiamo renderci interlocutori forti, credibili e solidi davanti all’ente pubblico proprietario dell’Arsenale, che è il Demanio? Una delle strade potrebbe essere quella di promuovere una Fondazione di partecipazione.

Ne parleremo in modo approfondito all’assemblea pubblica che si terrà mercoledì 4 maggio 2016 alle ore 21:00, presso il Collegio Valla (viale della Libertà n° 30). L’incontro sarà aperto a tutti.

Per chi volesse cominciare ad approfondire la tematica della Fondazione di partecipazione, alleghiamo un documento informativo a riguardo, a cura di Antonio Vercellone.

 

Back in Business!

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Siamo dappertutto!

Benvenuti nel sito di Arsenale Creativo rimaneggiato per l’occasione della ripresa delle attività! Alcune sezioni, quelle sul materiale più tecnico, sono ancora in parziale allestimento ma verranno messe al più presto a disposizione: con la fine dell’estate abbiamo ripreso in mano il lavoro svolto fino a luglio e stiamo organizzando le prossime tappe del percorso di progettazione partecipata. Nei prossimi giorni vi aggiorneremo su tutto ciò che è successo, succede e succederà, passo dopo passo, come abbiamo sempre fatto, in allegria e correttezza.

Stay tuned!

Ristrutturazione sito causa invasione koala!

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ATTENZIONE!

Il sito di Arsenale Creativo è stato invaso da koala particolarmente dispettosi e aggressivi in cerca di eucalipti: stiamo cercando di disorientarli e spingerli a ritirarsi modificando l’ordine e la grafica delle pagine.

Per tale ragione, nei prossimi giorni, questo sito potrebbe risultare malfunzionante o instabile.

Sarete informati quando la situazione tornerà regolare.

Openday 21 giugno: 2500 volte grazie!

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Gli ultimi ad andare via, con l’Arsenale sullo sfondo

Ci siamo ripresi dall’intensa giornata di domenica, in cui finalmente l’Arsenale ha aperto le sue porte alla città. Qualcosa si muove davvero. Il bilancio è estremamente positivo: quasi 2500 visitatori e un totale di circa 100 volontari impegnati su tutto l’arco della giornata, non potremmo essere più soddisfatti!

Mai come domenica Pavia ha dimostrato che il lavoro di ognuno è indispensabile e insostituibile per raggiungere dei risultati positivi. Per questo vogliamo ringraziare tutti.

Grazie ai cittadini che hanno a cuore le sorti dell’Arsenale: il vostro sostegno è reale e tangibile ed è il vero motore della progettazione partecipata e di tutto il lavoro che stiamo portando avanti da tanti mesi.

Grazie al Comune di Pavia, che ha reso materialmente possibile l’openday rendendosi interlocutore del Demanio: sindaco, assessori (li abbiamo visti proprio tutti!) e dirigenti hanno partecipato attivamente alle attività di supervisione, coordinamento, registrazione e, in generale, controllo continuo della situazione.

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Anche gli assessori comunali si sono prestati come volontari!

Grazie ai tantissimi volontari che, tramite Arsenale Creativo e Fai, hanno deciso di dedicare qualche ora del proprio tempo a guidare i tantissimi visitatori all’interno dell’area, assicurandosi che le visite si svolgessero al meglio. Il Fai in particolare ha messo a disposizione la sua fondamentale esperienza nella gestione di eventi importanti come quello di domenica scorsa.

Grazie a chi si è speso per la sicurezza: Polizia locale, Protezione civile, Parco del Ticino, Croce verde e Croce rossa. Fortunatamente è andato tutto bene ma, senza di voi, la giornata non avrebbe potuto nemmeno essere immaginata.

Grazie agli ex-lavoratori dell’Arsenale che si sono messi a disposizione dei cittadini raccontando loro aneddoti e curiosità su questo luogo splendido.

Grazie ad Asm che ha pulito l’intero percorso in tempi brevissimi, in modo da renderlo praticabile, più sicuro e piacevole per i visitatori.

Grazie a Giulio Ernesti che ha curato la mostra sulle buone pratiche in Europa e in Italia e all’Università che ha arricchito l’esposizione con i suoi progetti per l’area.

Grazie ad “Ascolto Attivo”, senza il quale tutto il lavoro di Arsenale Creativo sarebbe lento e incerto: siete una fonte di sicurezza.

Grazie a Silmy Mohamed, della pizzeria accanto, per averci regalato, in modo del tutto inaspettato quanto gradito, acqua, coca e bicchieri nel momento di maggior caldo, permettendoci di offrire qualcosa da bere anche ai passanti.

Grazie agli amici che, in modo del tutto spontaneo, ci hanno regalato un sorriso portandoci cose buone da mangiare.

Quella di domenica è davvero stata una giornata a coronamento di un anno e mezzo di lavoro, divenuto man mano più intenso. Nulla è più bello e gratificante del sentire le persone piene di sorpresa ammirazione per le scoperte potenzialità dell’Arsenale: finchè non lo si vede non si capisce appieno e l’effetto è davvero folgorante.

Non vi ringrazieremo mai abbastanza.

Nasce una Organizzazione di Volontariato: come partecipare e unirvi a noi!

Lunedì 23 Marzo 2015, dopo quasi un anno di attività, ci siamo ufficialmente costituiti come Organizzazione di Volontariato. In queste ore stiamo completando le pratiche.
Ringrazio tutti per la viva e numerosa partecipazione all’assemblea costituente e il fortissimo sostegno che sento provenire da tutti voi.
Due righe di ringraziamento doverose, ma che non devono distoglierci dai nostri obbiettivi.

Per chiunque non ha potuto presenziare lunedì, nella sezione “Come aderire” del menù in alto troverete i necessari passi per tesserarvi presso di noi.

A presto,

Arsenale Creativo: cosa stiamo facendo, cosa vogliamo ottenere

Prima o poi doveva accadere. Nell’arco di un mese e mezzo di attività – esistiamo dal 26 marzo scorso – siamo riusciti ad attirare parecchia attenzione sulla causa del recupero dell’Arsenale, dunque era scontato scontrarsi con un po’ di “campagna contro”, soprattutto in periodo di elezioni.

Girando su Internet ci si può imbattere in ogni tipo di informazione, non sempre rispondente al vero in modo esatto. È importante chiarire, in modo serio, alcune questioni fondamentali, cosa che cercherò di fare in queste righe.

Non è la prima volta che si parla di Arsenale: la sua storia recente è stata caratterizzata da lotte, da parte di chi ci ha lavorato fino a pochi anni fa, per evitarne la chiusura e dall’impegno di persone che hanno lavorato affinché la cittadinanza lo conoscesse e comprendesse gli interessi, talvolta non molto trasparenti, che ci sono dietro a quest’area.

Ciò che, come comitato Arsenale Creativo, stiamo facendo, non è nulla di nuovo: si tratta semplicemente di riportare l’argomento sul tavolo delle discussioni.

Il tema che vogliamo tenere acceso, in questo momento, è principalmente uno: quella dell’Arsenale è un’area che va tutelata e per la quale bisogna trovare soluzioni di utilizzo che siano utili alla comunità del quartiere e della città tutta. Esiste una legge, la 85/2010 sul Federalismo Demaniale, secondo cui gli enti pubblici possono acquisire la proprietà di beni del demanio (come è l’Arsenale) in modo del tutto gratuito, a patto che poi si utilizzi il bene per finalità pubblico-sociali. Noi premiamo perché questo accada il più presto possibile: pensiamo infatti che sia l’unico modo per tutelare seriamente quest’area dall’importante valore storico e architettonico.

Nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di parlare con rappresentanti del Comune e della Provincia di Pavia, nelle persone dell’Assessore Bellaviti e del Presidente Bosone. Il primo ha chiaramente espresso una posizione contraria ad un ruolo di protagonismo per il Comune nella riqualificazione dell’area, lasciando intendere che, alla sua parte politica, va bene qualsiasi cosa proponga il privato, nei pochi limiti che il PGT prevede. Si tratta fondamentalmente di lasciare grosse libertà di edificazione a costruttori presumibilmente poco interessati alla collettività e che avranno modo di rendere l’Arsenale una zona residenziale di lusso.

L’atteggiamento di Bosone è stato differente: la Provincia ha interesse a valorizzare l’area (va ricordato che, il 27 novembre 2013, questo ente ha avviato l’iter di acquisizione dell’Arsenale appoggiandosi proprio al Federalismo Demaniale) ma vorrebbe essere affiancata anche dal Comune, in modo da mettere insieme le forze e dare più garanzie ai cittadini.

La critica che più spesso sento rivolgere all’Arsenale Creativo è quella secondo cui, per bonificare e riqualificare i 140.000 mq dell’area, saranno necessarie grosse spese che gli enti pubblici non possono affrontare. Ciò che cerchiamo di spiegare a chi parla con noi è che, una volta acquisita la proprietà gratuita dell’Arsenale, il Comitato si impegnerà a ottenere finanziamenti in modo da coprire tutti i costi. Progetti come il nostro, rivolti alla collettività e caratterizzati dalla valorizzazione di cultura, energia pulita e socializzazione, vengono finanziati abbastanza facilmente a più livelli, dalle Fondazioni all’Unione Europea. Per farla semplice: i soldi ci sono, basta chiederli e avere idee solide su come utilizzarli.

Abbiamo un lunghissimo elenco di proposte per ridare vita all’Arsenale: dal coworking al dare finalmente una sede alle troppe associazioni pavesi che non ne hanno una, passando per spazi dedicati ad artigianato, musica, arte, ai giovani, agli anziani, agli stranieri e a tutte quelle categorie sociali che troppo spesso vengono dimenticate dalle istituzioni. L’obiettivo è quello di riuscire a coinvolgere la cittadinanza nel modo più ampio possibile in modo che, insieme, si possa dare una risposta reale ai bisogni di Pavia e, perché no, cercare di creare qualche posto di lavoro. Sono progetti che richiederanno qualche anno per essere realizzati ma, se mai si comincia, mai si finisce.

Importante è sottolineare che il Comitato non demonizza l’intervento di agenti privati all’interno dell’area. Va però fatta una distinzione tra uno o più privati che acquistano l’Arsenale e ne diventano proprietari assoluti, dettando, bene o male, regole proprie, e uno o più imprenditori che, in un quadro di proprietà pubblica, decidono di investire in un’area che, legalmente, deve essere potenzialmente fruibile dalla totalità della cittadinanza. Quest’ultimo tipo di investimento è auspicabile.

Bisogna, infine, specificare che non tutto ciò che proviene dalle istituzioni pubbliche è da difendere a priori: come accennavo sopra, il PGT del comune di Pavia lascia spazio a molteplici possibilità per chi volesse investire in edilizia o, peggio, speculare sull’area. Sono infatti previsti parcheggi e residenze di lusso per più di 1100 abitanti, senza tener minimamente conto del fatto che metà degli edifici presenti nell’Arsenale risale a un periodo tra il 1860 e il 1920 (si tratta dunque di beni che andranno tutelati dal Ministero competente) e che una parte dell’area, quando il Ticino è in piena, va sotto l’acqua: lì, di certo, nessuno potrà costruire case. Con lo spazio restante, facendo due conti, resta solo da costruire in verticale… dunque ci troveremmo con case di lusso che non solo sarebbero inutili, a Pavia, ma deturperebbero anche il paesaggio verde del parco del Ticino.

Ciò che, almeno personalmente, non mi aspettavo, è l’interesse e la curiosità che siamo riusciti a concentrare sull’argomento: posso realisticamente prevedere una partecipazione sempre crescente e non posso che auspicarla.

[Comunicato] Un arsenale di idee

A Pavia, in via Riviera, si trova l’Arsenale, l’area che ospitava il Genio militare. Questo complesso, di 140.000 mq, è molto interessante dal punto di vista della storia, per l’estensione, la collocazione e qualità architettonica di alcuni edifici risalenti al periodo immediatamente successivo all’Unità d’Italia e vincolati dalla Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici. Il PGT (piano di governo del territorio) prevede la demolizione totale dell’esistente, la destinazione a edilizia privata e la costruzione di una strada.

Con il D.lgs 85/2010, sul federalismo demaniale, il Comune e la Provincia di Pavia hanno la possibilità di richiedere a titolo gratuito la cessione dell’Area. Noi, Comitato Cittadino per la tutela e il recupero dell’area ex Genio militare – Arsenale Creativo, crediamo che una prima tutela possa avvenire tramite l’acquisizione dell’area e chiediamo all’Amministrazione Comunale l’approvazione di una Variante al PGT per assicurarne l’uso pubblico-sociale.

Immaginiamo uno spazio di socialità e creatività che possa comprendere: polo scolastico,cinema-teatro, area concerti e spettacoli, sedi delle associazioni, coworking e cohousing, orti urbani, centri di riuso, laboratori di artigianato e molto altro.

Tanti cittadini potranno arricchire questo elenco di idee: ne abbiamo un arsenale.

Proponiamo un percorso di “progettazione partecipata” così da affidare l’area alla cittadinanza e provvedere in modo concertato alla stesura di un progetto che si avvalga dell’opera e della fantasia di studenti universitari coordinati, a titolo gratuito, da architetti e ingegneri.

Chiediamo al sindaco Alessandro Cattaneo, al presidente della Provincia Daniele Bosone e ai candidati sindaci di rispondere con rapidità alla nostra richiesta e di venire a esprimere più diffusamente il loro pensiero all’Assemblea Pubblica che si terrà Mercoledì 16 Aprile alle ore 21.00 presso la biblioteca del collegio Valla, in Viale Libertà.

* * * * *

Mettiamo a disposizione il volantino con il testo del comunicato, da diffondere e stampare liberamente.

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