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Arsenale Creativo Pavia

Eventi

A giugno il festival “Ricoloriamo l’Arsenale!”

Il Progetto Ricoloriamo l’Arsenale! è una nuova tappa del percorso di “progettazione partecipata” per il recupero e la riqualificazione dell’Arsenale di Pavia e che vede impegnati, da oltre 3 anni, numerosi cittadini, Associazioni ed Enti. Un percorso di valorizzazione dell’intelligenza collettiva, di protagonismo civico e di dialogo costruttivo tra comunità cittadina ed istituzioni. L’obiettivo è quello di restituire tale patrimonio di oltre 140.000 mq. alla vita collettiva. Dopo molti anni di abbandono, per la prima volta, nel mese di Giugno, si terranno dentro all’Arsenale, numerosi ed originali eventi rivolti a giovani, bambini ed adulti. Che ciò sia di buon auspicio e di stimolo per trasformare l’Arsenale in un vero bene comune della nostra città: spazio di vita e di incontro, di cultura e di lavoro, di creatività e di bellezza, a beneficio di ciascuno e di tutti.

Al festival, i cui numerosi eventi sono promossi da 30 organizzatori, saranno ospitati il Welcome Party Griziotti (15 giugno), il nono compleanno dell’associazione ludica Aerel (17 e 18 giugno) e l’ormai tradizionale Africando (24 giugno).

L’evento sarà anche un momento di raccolta di idee sulle attività di Arsenale Creativo, in occasione dei nostri primi tre anni di vita: il 10 giugno è infatti prevista un’assemblea pubblica dell’associazione e, il 17 giugno, una tavola rotonda che vedrà protagonisti, oltre ai membri dell’associazione, i docenti universitari e i professionisti della progettazione partecipata che ci hanno sostenuti finora.

>> Cliccate qui per il programma completo delle iniziative! <<

Cena e assemblea di fine anno – 3 dicembre

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Caro Amico,

Arsenale Creativo ti invita alla:

Assemblea straordinaria dei soci e cena conviviale tra i cittadini interessati al riuso dell’ Arsenale di Pavia come Bene Comune.

SABATO 3 Dicembre 2016 Piazzale Tevere 10, Pavia 

Ore 19:00 – Assemblea, aperta a tutti, con il seguente ordine del giorno:

– Relazione del Presidente
– Relazione del Tesoriere
– Approvazione documento Charrette
– Approvazione passi successivi
– Proposte riguardanti il Direttivo
– Varie ed eventuali

Potranno votare i tesserati 2016 e quelli del 2015 che rinnovano in loco la tessera.
Sarà possibile tesserarsi per il 2017. Sia il rinnovo che il nuovo tesseramento è di 10 euro a persona o gruppo informale e 20 euro ad associazione/ente.

Chiunque può partecipare all’assemblea, anche se non tesserato, come di consueto.

Ore 20:30 – Cena conviviale con menù che valorizza le tipicità del territorio 

Costo della cena: 25 Euro.

Prenotazione obbligatoria: 340 5706876 – 333 3464334

Il ricavato della serata sarà devoluto all’ Associazione Arsenale Creativo per coprire i costi del percorso di “progettazione partecipata” attivato con i cittadini pavesi.

Grazie per la collaborazione allo Chef Magnini ed alla sua famiglia.

Il menù prevede:

Risott cun i lander e faseau, pasta ad salam e un cicin ad vin russ
Cudghìn cun lentis dl’ort suta ca’
Furmag bon dla vaca alegra
duls a surpresa trai a sema da artista
Al vin al gh’è, rus e bianc, insema a l’aqua dal Sendic
Cafè e masacafè
Amis a vuluntà

Arsenale: si va per continuare!

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Clicca qui per l’evento Facebook

Stiamo seguendo l’iter burocratico che porterà alla messa in vendita dell’ex area militare di via Riviera: ancora un po’ di pazienza e avremo tutte le informazioni che ci servono, sia sullo stato fisico dell’Arsenale che sulle conseguenti intenzioni del Demanio, l’attuale proprietario.

Vogliamo continuare a promuovere un recupero che dia rilievo alle idee, la creatività e i bisogni dei cittadini: per questo stiamo programmando una nuova fase di progettazione partecipata, che andrà a completare ulteriormente i laboratori già svolti di raccolta proposte (Open Space) ed elaborazione delle linee guida.

Il prossimo passo sarà un laboratorio di Charrette, previsto per il 4 e il 5 novembre presso la Fondazione Clerici: un momento di nuove proposte ma anche, e soprattutto, pratico, in cui mettere sempre più a fuoco dove e come le nostre idee potranno realizzarsi concretamente.

Siete curiosi? La prima serata, di introduzione, sarà

Venerdì 21 ottobre
ore 18:00
sale del Broletto (entrata via Paratici)

Approfondiremo insieme cosa è una Charrette e studieremo la situazione attuale.

Speriamo di vedervi, come sempre, numerosi.

Rivalutare l’Arsenale può davvero significare rivalutare Pavia: facciamolo insieme!

Continua la rassegna sulla democrazia partecipata e i beni comuni

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Il 27 aprile, e per tutto il mese di maggio, ha inizio la seconda parte della rassegna sulla Democrazia partecipata e i Beni Comuni.

Dalla presentazione del libro “Beni Comuni 2.0”, curato da giovani ricercatori di Torino, per passare a raccontare l’esperienza milanese di Macao e di “NowHere”. Andremo in Friuli Venezia Giulia per scoprirne le aree dismesse e, alla fine, torneremo a Pavia per capire come laicità e spiritualità si approcciano all’importante tema del Bene Comune.

Fondare o non fondare? Questo è il dilemma! – Assemblea pubblica

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Ci siamo eh. Dopo qualche mese trascorso a riflettere, elaborare, ridare un senso, abbiamo trovato la soluzione. O meglio, quella che potrebbe esserlo.

Un anno fa ci trovavamo a interloquire con il Comune di Pavia e, per questo, a doverci dare un volto giuridico che avesse una stabilità: per questo, da gruppo informale, siamo diventati un’associazione vera e propria.

Oggi si ripropone una situazione, in qualche modo, simile: come possiamo renderci interlocutori forti, credibili e solidi davanti all’ente pubblico proprietario dell’Arsenale, che è il Demanio? Una delle strade potrebbe essere quella di promuovere una Fondazione di partecipazione.

Ne parleremo in modo approfondito all’assemblea pubblica che si terrà mercoledì 4 maggio 2016 alle ore 21:00, presso il Collegio Valla (viale della Libertà n° 30). L’incontro sarà aperto a tutti.

Per chi volesse cominciare ad approfondire la tematica della Fondazione di partecipazione, alleghiamo un documento informativo a riguardo, a cura di Antonio Vercellone.

 

Rassegna sulla Democrazia Partecipata e i Beni Comuni

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di Tino Leanti

L’Arsenale è una vasta area di circa 140.000 mq nel quadrante sud ovest di Pavia. Fu sede, fino al 2009, di uno stabilimento manufatturiero dell’esercito italiano dove si produceva logistica. L’area, attraversata dal Navigliaccio e in riva all Ticino, possiede alcune interessanti strutture risalenti fino al 1860.

Un gruppo di cittadini ha intrapreso, da poco più di un anno, un cammino condiviso che punta alla tutela e alla valorizzazione di quest’area, con l’iddea che attraverso la democrazia partecipata, si possa ridisegnare una società più giusta, più aperta e più condivisa. La partecipazione del cittadino alla vita democratica è un principio che discende direttamente dal diritto di sovranità popolare e dal diritto di cittadinanza, riaffermato dalla normativa europea.

Una buona governance a livello locale richiede che i cittadini possano avere contatti diretti con gli amministratori e influenzare l’esercizio dei poteri e delle responsabilità delle autorità. La democrazia partecipativa è quindi complementare alla democrazia rappresentativa, in quanto strumento che permette ai responsabili locali di svolgere efficacemente il compito per il quale sono stati eletti.

Queste nostre iniziative puntano alla ricerca di soluzioni partecipate attraverso la sperimentazione di una intelligenza collettiva e vogliono concorrere a riusare gli spazi della città che la ristrutturazione economica ha lasciato liberi.

L’Arsenale, chiuso da anni a causa dei processi di delocalizzazione, necessita di soluzioni capaci di legare per sempre spazi pubblici o privati ad un uso coerente con gli interessi delle generazioni future. Questa Rassegna vuole quindi affiancare, con discussioni, incontri e dibattiti i processi di progettazione partecipata che abbiamo attivato da alcuni mesi in città e mira a raccontare sia ciò che sta avvenendo a Pavia attorno all’Arsenale, sia l’esperienze che vengono dall’esterno.

Le “Conversazioni con… sul riuso dell’Arsenale di Pavia” puntano a dare voce a studiosi e amministratori che da un lato ci portano realtà economicamente sostenibili capaci di produrre beni, sapere e cultura, dall’altro ci raccontano come riattivare processi di vera democrazia partecipativa.

Il programma

Progettazione partecipata – Atto III

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Cari cittadini, cari amici, siamo felici di invitarvi all’appuntamento che rappresenta la terza tappa del percorso di progettazione partecipata. Piccolo flashback riassuntivo: ad aprile si è conclusa la prima fase del lavoro, durante la quale abbiamo raccolto una serie di interviste, coinvolgendo decine di pavesi, che ci hanno aiutati a delineare un’immagine di Pavia, dei suoi punti di forza e debolezza; a giugno, dopo l’open day dell’Arsenale, abbiamo invece aperto la seconda fase, svolgendo un lavoro più allargato, con circa 200 cittadini, a seguito del quale è stato prodotto un instant report contenente 41 proposte che riguardano il riutilizzo dell’area di via Riviera.

Siamo quindi giunti alla tappa successiva: il 14 ottobre, negli stessi spazi che ci avevano ospitati in estate, daremo forma alle idee raccolte finora, in modo da renderle sinergiche e coerenti fra loro. Il risultato sarà quindi una serie di “linee guida” su ciò che la città vorrebbe vedere all’Arsenale.

Tali linee guida saranno materiale prezioso per il Comune di Pavia e potranno diventare, nel corso dei prossimi mesi, elementi vincolanti all’interno del PGT.

Il viaggio è ancora lungo ma insieme andremo lontano!

Tutti possono partecipare all’incontro del 14, anche se si avvicinano per la prima volta alla progettazione partecipata, in maniera libera e gratuita.

Durante la serata è anche previsto un buffet conviviale a cura di Apolf Pavia.

A tu per tu con la fiducia

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Da sinistra, al tavolo verde: Laura Canale, Alice Moggi, Gianfranco Ginelli e Gianandrea Nicolai

 

Normalmente non userei questo spazio per riflessioni personali ma stavolta farò un’eccezione: sento una sorta di urgenza nel condividere questi miei “due centesimi” che sono, in effetti, pensieri strettamente legati a quello che, come Arsenale Creativo, facciamo e vediamo ogni giorno.

Ieri sera, 18 giugno, abbiamo incontrato Gianfranco Ginelli, assessore comunale a San Donato Milanese con delega alla partecipazione: detto in parole molto povere, San Donato ha inserito la progettazione partecipata nel proprio regolamento comunale [1] e abbiamo ritenuto interessante mettere a confronto questa esperienza con quella pavese, invitando a intervenire anche i nostri assessori Laura Canale e Alice Moggi, rispettivamente all’Innovazione sociale e alle Politiche sociali/Terzo settore.

Speravo, in efetti, che durante la serata sarebbero state messe al centro le tematiche specifiche portate dai tre relatori, che hanno parlato di regolamenti da un punto di vista tecnico ma hanno anche portato le proprie riflessioni su quello che la progettazione partecipata è, sulle sue potenzialità ma anche sulla necessità di coinvolgere in modo profondo le persone, affinché possano davvero partecipare, focalizzandosi poi sull’importanza di monitorare i lavori che verranno svolti anche dopo che il progetto su carta sarà concluso.

Purtroppo ho constatato che la presenza di due assessori pavesi al nostro incontro ha provocato l’effetto opposto a quello che desideravo: ogni forma di scontento e di delusione da parte dei presenti è venuta a galla, costringendo il dibattito sulle mancanze delle amministrazioni degli ultimi 20 anni.

Forse siamo dei visionari convinti di stare con i piedi per terra ma uno dei messaggi che Arsenale Creativo vuole diffondere è che, con le pratiche partecipative, tutte le persone e, soprattutto, tutte le idee e le motivazioni che ne stanno alla base, hanno pari diritto di cittadinanza, senza alcuna distinzione basata su canoni come la professione, il titolo di studio o altro. Per questo abbiamo sempre cercato di promuovere un dialogo onesto e proficuo con il Comune di Pavia: se tutti sono invitati a partecipare non si possono creare muri tra “noi” e “loro”, è necessario collaborare e mettere in campo idee, andando a scardinare piano piano quei processi tali per cui le scelte che riguardano il territorio vengono calate “dall’alto”, buone o meno che siano. Certo, ci sono i normali alti e bassi, ma non posso dire che il Comune non stia cogliendo positivamente il nostro lavoro e le nostre intenzioni.

Come sempre accade, le discussioni finiscono con l’andare dove ci sono i nodi da sciogliere, ed è quello che è comprensibilmente successo ieri sera. Pavia, lo sappiamo, è una città tutt’altro che facile. Qui, come in Italia tutta, ci siamo ormai abituati a pensare che la gestione della “cosa pubblica” sia tirata avanti da gente che, nel migliore dei casi, è incompetente. Se anche partiamo con le migliori convinzioni, soprattutto in occasione di elezioni, basta un errore degli amministratori per farci ripiombare nella sfiducia. E forse la parola chiave su cui bisogna riflettere a fondo è proprio questa, “sfiducia”: quella che impedisce a ogni processo creativo (nel significato proprio di “creare”) di iniziare e a ogni tentativo di dialogo di diventare davvero costruttivo e concreto.

Sono sicuramente giovane e mi sono avvicinata alla vita politica della mia città da non più di un anno e mezzo ma una cosa posso dirla. Anzi, tre. La prima è che, pur rispettando ovviamente l’esperienza di chi ha qualche decennio in più di me alle spalle, credo non sia utile rimanere ancorati a pensieri come “non è nulla di nuovo”, “noi facevamo così”, “fidati che io le ho già vissute”. Dalle esperienze di altri si impara molto, e l’occhio lungo di chi “certe cose” le ha già viste è fondamentale ma è altrettanto importante calarsi nei tempi in cui ci si trova, cercando di mettere da parte la presunzione di avere le risposte preventivamente pronte e osservando, chiedendo, dubitando prima di tutto di se stessi.

La seconda è che il primo passo per capirsi è conoscersi e, per conoscersi, bisogna trovare il modo di parlarsi. Credo che un piccolo varco nelle istituzioni, con la nostra attività intorno all’Arsenale, lo abbiamo aperto, ma non è sicuramente abbastanza, il lavoro non finisce qui. I cittadini devono trovare il modo di rendere chiare le proprie richieste e necessità e, al contempo, gli amministratori devono essere capaci di spiegare in cosa consiste il loro lavoro, come funzionano le cose quando si governa una città. Ricordando che siamo tutti esseri umani e ci stanchiamo, ci arrabbiamo, ci troviamo sotto pressione allo stesso modo.

Il terzo e ultimo pensiero è che, per ricevere fiducia, bisogna prima di tutto darne. Come non si può parlare serenamente con una persona dando per scontato che questa sia in mala fede, incapace o stupida, alla stessa maniera non si può instaurare un dialogo fruttuoso fra cittadini e istituzioni sulle medesime premesse. Abbiamo la fortuna di vivere in una città piccola e di poter facilmente parlare con assessori e consiglieri comunali: sfruttiamo ogni occasione, dunque, facciamo domande, conosciamoci, recuperiamo quei rapporti umani che si sono allentati. Penso sia davvero il mio unico, reale auspicio per dare un nuovo respiro a questa città.

[1] Non essendo questo, per ora, il tema delle mie riflessioni, mi limito a darvi questi link utili: il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, proposto da Labsus, e l’elenco dei comuni che hanno adottato, o stanno adottando, tale regolamento.

Grande festa in piazza Vittoria e qualche assaggio dei prossimi eventi

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Domenica 7 giugno, grazie all’aiuto di diverse associazioni e realtà pavesi, abbiamo invaso le strade di Pavia con musica, colori e tanto divertimento. Per noi il successo dell’iniziativa è indubbio e non possiamo che ringraziare, nel modo più sentito, tutti coloro che hanno animato il centro città ma anche chi ha a sua volta espresso gratitudine per il volto diverso che, per un pomeriggio, Pavia ha regalato ai passanti.

In piazza Vittoria è stata esposta una mostra per raccontare la storia della nostra giovane associazione e per illustrare esempi virtuosi sparsi in giro per il mondo di quella che viene chiamata “progettazione partecipata”: 25 pannelli, a cura di Giulio Ernesti e Max Barbiero, in cui venivano raccontate nuove modalità di progettazione del territorio, che coinvolgono i cittadini in modo diretto e danno spazio alle idee di tutti; si è esibita la scuola di teatro di improvvisazione Improvvisamente, con una serie di giochi che hanno coinvolto un pubblico sempre più curioso. Hanno partecipato i clown VIP (Vivi In Positivo), l’etichetta musicale indipendente Red Plastic Label e l’associazione sportiva dilettantistica Capoeira Angola. All’ombra dei portici hanno suonato i jazzisti della Big Dive Band e i Love Hate Love, band tributo agli Alice in Chains. L’associazione e ludoteca Aerel ha nel frattempo festeggiato il suo settimo compleanno, con tornei e giochi per chiunque volesse partecipare. La cupola Arnaboldi ha infine accolto i giovanissimi rapper Faro e Shamer, con gli skater e pattinatori del progetto 3P – Pavia Park Project.

La giornata si è conclusa con una conferenza al Broletto sul progetto in corso di progettazione partecipata promossa dalla dottoressa Marianella Sclavi, esperta di confronto creativo e di facilitazione dell’ascolto fra le persone.

Una bella domenica, un regalo per la città di Pavia che domenica 21 giugno finalmente potrà assistere all’apertura dell’Arsenale di via Riviera, rimasto chiuso troppo a lungo. Apertura che, per noi di Arsenale Creativo, è una delle tappe del cammino verso la riqualificazione e il riuso di questa enorme area dismessa.

Il nostro è un progetto programmato in modo preciso, perchè nulla va lasciato al caso: la prima fase, che si è appena conclusa, vedeva protagonisti alcuni fra i testimoni più significativi di quello che è il contesto cittadino pavese: dai rappresentanti di associazioni, passando per i politici locali, imprenditori e vari soggetti attivi sul territorio. La seconda fase si apre adesso: inizia con la visita all’Arsenale che diventa propedeutica alla fase di progettazione vera e propria, aperta a tutti i cittadini che abbiano voglia di mettere in gioco le proprie idee e proposte: il 29 e il 30 giugno, alla sede dell’Apolf di Pavia in via Giovanni Bosco 23, si svolgeranno due serate di “Laboratorio di progettazione – Open Space Technology“, parole altisonanti dietro cui si cela un concetto semplice: parlarsi senza giudicarsi, cercando di ascoltarsi con empatia e capendo insieme cosa Pavia vuole nell’Arsenale.

Vi aspettiamo quindi già domenica 7 in via Riviera, dalle 10:30 alle 17:30: non fatevelo raccontare, non fatevi più ripetere quanto è grande e bello l’Arsenale: venite a vederlo con i vostri occhi!

Una “lezione” sul confronto creativo

[Quello che segue è un brevissimo riassunto dei contenuti portati da Marianella Sclavi, esperta di pratiche partecipative, al nostro ultimo evento pubblico]

 

Un’area come quella dell’Arsenale andrebbe valorizzata al massimo: è una grande occasione di rilancio economico e sociale che interesserebbe non solo la città di Pavia ma l’intera provincia.

Noi parliamo di progettazione partecipata, ma cos’è esattamente? Si tratta di un confronto creativo e, per raggiungerlo, va cambiata la concezione di democrazia: da quella classica a quella deliberativa. Ecco uno schema:

Livello 1. Elezione – I rappresentanti vengono eletti e la loro “élite” detiene il potere decisionale.

Livello 2. Consultazione – L’élite chiede ai cittadini un’opinione su determinati problemi ma il centro rimane il potere politico. I cittadini, nel proprio rapportarsi con le amministrazioni, sono isolati. In termini generali, quando i nostri politici parlano di “partecipazione” fanno riferimento a questo livello.

Livello 3. Dialogo/Facilitatori neutrali – Il primo salto “evolutivo” è quello in cui i cittadini (persone molto diverse fra loro) cominciano a parlarsi, creando un contesto di mutuo apprendimento ed esplorazione congiunta, in cui non ci si giudica. Il potere politico non è escluso dal gruppo, ne è parte integrante. Il facilitarore ha il ruolo di fare in modo che tutti, anche i cittadini più marginali, partecipino al dialogo al pari degli altri: solo in questo modo la discussione diventa realmente creativa.

Livello 4. Confronto creativo – Pubblica amministrazione e facilitatori collaborano. Si instaurano nuovi rituali di convivenza nelle città, in cui vige l’ascolto attivo, che non significa far parlare tutti indistintamente ma assumere che i propri interlocutori abbiano ragione per capire a fondo cosa stanno comunicando: si passa dal diritto di parola al di diritto all’ascolto). Fondamentale resta la moltiplicazione delle opinioni: più idee vengono esternate, più il discorso sarà “creativo”.

Non si tratta di semplici assemblee, quelle sono uno step precedente: mirano a una risoluzione rapida dei problemi attraverso delle votazioni ma non viene innescato nessun meccanismo di reale confronto, non c’è discussione tra persone, non ci si conosce fra partecipanti.

Cosa rende tale, dunque, un confronto creativo? Ecco sette condizioni fondamentali:

1. Inclusione – Tutti vanno coinvolti nel processo creativo, le diversità sono risorse, non ostacoli.

2. Tema – Deve essere ben definito e avere un significato, per i partecipanti, in modo da coinvolgerli in modo duraturo.

3. Regole ad hoc – Sono i partecipanti a istituirle, dando quindi linee guida ai propri comportamenti all’interno del processo decisionale.

4. Comprensione – Il confronto creativo è qualcosa che va oltre la negoziazione: si tratta di ascoltarsi e comprendere le motivazioni di ognuno.

5. Dialogo – Capire gli interessi dei partecipanti è una fase preliminare che serve a portare sul tavolo della discussione proposte nuove, frutto della congiunzione dei diversi bisogni, che possono essere giudicate “migliori” rispetto alle precedenti soluzioni.

6. Niente vincitori o perdenti – L’esito dei momenti di confronto viene riconosciuto da tutti come risultato di un lavoro fatto insieme, condiviso: anche chi è meno entusiasta delle soluzioni trovate deve poterle accettare.

7. Accordo – Si può raggiungere un punto di accordo solo nel momento in cui tutti gli interessi in campo vengono presi in considerazione e si è sicuri di aver fatto ogni sforzo per soddisfarli.

Può essere utile, in fase di confronto e progettazione, disegnare una mappa del processo partecipativo, in modo che ognuno sappia sempre a che punto del percorso ci si trova. Si possono mettere in campo le idee più svariate: fare una mostra delle buone pratiche, anche estere, da organizzare possibilmente all’interno dell’Arsenale; cercare di organizzare delle visite all’interno dell’area, così che la gente possa vederla e sentirla più “reale”; mettere in piedi dei corsi per spiegare alle persone che tipo di lavoro si intende svolgere con loro…

Importante è anche tenere le persone costantemente informate sullo stato dei lavori, facendo continue verifiche insieme a loro, in modo che i progetti possano essere perfezionati fino all’ultimo e, in fase di realizzazione, tutti possano sapere che ciò per cui hanno lavorato sta diventando reale.

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