Siamo un gruppo di cittadini di Pavia, di età e storie diverse, che da tempo promuove occasioni di partecipazione nel campo sociale, culturale, ambientale, professionale. Molti di noi appartengono al mondo dell’associazionismo e del volontariato: a parlare per noi sono le nostre biografie.

Siamo donne e uomini animati da un’idea di politica che sia – per usare le parole di Slow Food – “buona, pulita e giusta” e che sappia coltivare le ragioni, tra cittadini, partiti e movimenti, di un impegno comune per il bene comune. Diversi sì, come è giusto che sia; ma non frammentati e rinchiusi nei confini delle proprie bandiere. Di qui il nome “La Piazza e il Ponte”: un movimento che vuole valorizzare il luogo dell’incontro, del dialogo, della partecipazione e il percorso che unisce coloro che si trovano su rive diverse, ma si cercano e vogliono trovarsi.

Crediamo che sia giunto il momento di ridisegnare un’altra Pavia. Una nuova Pavia che è possibile e necessaria. Anzi, è già in viaggio.
Una città che sa essere una comunità di cittadini che crea legami basati sul dono reciproco e sulla fiducia. Una città che vuol mettere al centro la tutela del territorio e dell’ambiente, la mobilità sostenibile, la cultura, i beni comuni, la riduzione degli sprechi, la legalità. Una città davvero amica dei bambini, dei giovani e dei vecchi. Una città solidale che considera i poveri delle persone e non degli utenti anonimi. Una Pavia in cui anche l’Università si impegna a mettere a disposizione le proprie intelligenze come risorse a beneficio della sua città: per rendere migliore la qualità del nostro vivere, crescere ed abitare qui. Dove il nostro polo sanitario d’eccellenza opera sempre più per la salute della gente e sempre meno per il business. Un città che sa far nascere nuovi lavori nella green economy, nell’innovazione, nella convegnistica, nel turismo, nella valorizzazione della nostra storia. E che sa anche godere del suo paesaggio urbano, del Ticino e della sua eccellenza enogastronomica. Una città che nomina nelle Aziende partecipate non i politici trombati, i portaborse ed i parenti di…, ma giovani disoccupati con il curriculum giusto. Una città che sa far proprie le buone prassi dei “Comuni Virtuosi” e che, grazie ai suoi invidiabili caratteri urbani, storici e geografici, diventi un modello europeo del “buon vivere”. Una città che è consapevole della drammaticità che oggi attraversa le nostre vite e l’intero pianeta e che quindi intende impegnarsi per il diritto al futuro dei nostri figli, su cui gravano pesantissimi debiti economici, ambientali ed etici.

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