Quando parliamo di Progettazione Partecipata ci riferiamo a un percorso, della durata di qualche mese, per scegliere come riutilizzare uno spazio più o meno ampio, nel nostro caso quello dell’Arsenale in via Riviera, a Pavia. Grazie a tale percorso è possibile coinvolgere tutti i “portatori di interesse”, quindi ogni cittadino che voglia esprimere la propria opinione riguardo all’Arsenale e a ciò che vorrebbe diventasse in futuro.

Seppure in Europa quella della progettazione partecipata sia una pratica diffusa (virtuose in tal senso sono Gran Bretagna, Francia e Germania), in Italia questi metodi sono poco usati e conosciuti.

L’idea di fondo è quella di scardinare il sistema consolidato per cui le scelte delle amministrazioni calano dall’alto, buone o meno che siano, sulla vita quotidiana delle persone, senza che queste abbiano possibilità di discuterle in fase d’opera. Nei processi partecipati sono i cittadini tutti, senza alcuna distinzione, a scegliere sulle questioni che li riguardano. Tutti coloro che vogliono partecipare vengono ascoltati, tutte le idee vengono prese in considerazione e discusse finchè non si riesce a trovare una soluzione che sia il più condivisa possibile.

Non è semplice e non faremo tutto da soli: ci stiamo affidando all’aiuto di professionisti, tra cui Marianella Sclavi (un’autorità nel suo campo) che prenderanno il ruolo di “facilitatori”, garanti della buona riuscita del processo.

arsenale aperto

Immaginiamo il lavoro in quattro fasi:

1) Ascolto della città e apertura dell’Arsenale

Si comincia intervistando persone che, per professione o impegno (politici, professori, membri di associazioni ecc.), possono darci un’idea più precisa del contesto socio-economico di Pavia.
In questa fase si vuole anche aprire l’Arsenale, che oggi è chiuso, almeno per un fine settimana, così che i pavesi possano vedere l’area e ripensarla in modo consapevole.
Questa fase si è svolta tra aprile e maggio 2015.

2) Elaborazione delle linee guida del progetto

Questa è la fase di ascolto vero e proprio della città: organizzeremo prima di tutto una mostra su esperienze analoghe alla nostra, in Italia e in Europa; ci sarà poi una giornata di Open Space Technology, in cui i partecipanti discuteranno e lavoreranno insieme, elaborando delle proposte specifiche sul tema proposto, quello del recupero dell’Arsenale, basandosi principalmente sulle linee guida derivanti dalla fase 1.
La giornata di Open Space si è svolta nel mese di giugno 2015.

3) Sviluppo di un progetto unitario

In questa fase si fondono insieme, in modo coerente e unitario, le idee che sono emerse nella fase 2. Si pensa di utilizzare il metodo della Charrette, una festosa mostra/laboratorio dove creativi, tecnici e cittadini possono dare forma visiva al progetto, inventando simboli, immagini, slogan ecc.
Questa fase si dovrebbe concludere entro novembre o dicembre 2016.

4) Fase di implementazione

Le linee guida elaborate fin qui saranno la base di un “Concorso di idee“, nazionale o internazionale: i progetti proposti verranno valutati da una giuria che sarà composta anche da cittadini attivati durante la fase di progettazione partecipata.
Il coinvolgimento dei cittadini prosegue anche nella realizzazione del progetto, con continue verifiche e, dove possibile, ridiscussioni.
Si prevede che il Concorso di idee si svolgerà nella prima parte del 2017.

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