Arsenale Creativo Pavia

Arsenale

All’ombra del bialbero di Casorzo

 

Avevate mai visto un bialbero?

È un evento raro in natura, quello per cui un albero ne ospita un altro: in questo caso un gelso che ospita un ciliegio tra Grana e Casorzo, in provincia di Asti.

Lo abbiamo preso a simbolo di un nuovo inizio, dopo questi mesi di attesa riguardo all’Arsenale dovuti allo svolgimento delle pratiche burocratiche rispetto alla bonifica dell’amianto e al conferimento dell’incarico di progettazione sull’area.

In questi ultimi mesi l’Arsenale non è stato accessibile e questo ci ha precluso la possibilità di sfruttare il capannone che avevamo reso agibile a nostre spese un anno fa, sia per utilizzi temporanei che per lavorare sull’obiettivo di realizzarci una Casa delle associazioni.

Il prossimo direttivo si riunirà sotto al bialbero: deciso! 🙂

«Conosci Pavia? Hai mai sentito parlare di Arsenale?» La sintesi delle interviste

idee arsenale

 

L’avete aspettata con trepidazione, immaginata, sognata… ed è arrivata! La sintesi delle interviste fatte nei mesi scorsi a testimoni significativi della realtà del territorio pavese (membri di associazioni, studenti, politici, giornalisti, imprenditori, rappresentanti di comunità religiose ecc.) si può scaricare direttamente da questo link.

Si tratta della prima parte del lavoro svolto dalla nostra associazione, attività che ci ha permesso di iniziare a farci un’idea dei bisogni della città e, al contempo, cominciare a farci conoscere.

La sintesi NON contiene nessuna delle proposte uscite durante il Laboratorio Open Space di progettazione partecipata: su quello stiamo ancora lavorando, restate collegati per novità a brevissimo!

Openday 21 giugno: 2500 volte grazie!

irriducibili all'arsenale
Gli ultimi ad andare via, con l’Arsenale sullo sfondo

Ci siamo ripresi dall’intensa giornata di domenica, in cui finalmente l’Arsenale ha aperto le sue porte alla città. Qualcosa si muove davvero. Il bilancio è estremamente positivo: quasi 2500 visitatori e un totale di circa 100 volontari impegnati su tutto l’arco della giornata, non potremmo essere più soddisfatti!

Mai come domenica Pavia ha dimostrato che il lavoro di ognuno è indispensabile e insostituibile per raggiungere dei risultati positivi. Per questo vogliamo ringraziare tutti.

Grazie ai cittadini che hanno a cuore le sorti dell’Arsenale: il vostro sostegno è reale e tangibile ed è il vero motore della progettazione partecipata e di tutto il lavoro che stiamo portando avanti da tanti mesi.

Grazie al Comune di Pavia, che ha reso materialmente possibile l’openday rendendosi interlocutore del Demanio: sindaco, assessori (li abbiamo visti proprio tutti!) e dirigenti hanno partecipato attivamente alle attività di supervisione, coordinamento, registrazione e, in generale, controllo continuo della situazione.

ruffinazzy registrazione
Anche gli assessori comunali si sono prestati come volontari!

Grazie ai tantissimi volontari che, tramite Arsenale Creativo e Fai, hanno deciso di dedicare qualche ora del proprio tempo a guidare i tantissimi visitatori all’interno dell’area, assicurandosi che le visite si svolgessero al meglio. Il Fai in particolare ha messo a disposizione la sua fondamentale esperienza nella gestione di eventi importanti come quello di domenica scorsa.

Grazie a chi si è speso per la sicurezza: Polizia locale, Protezione civile, Parco del Ticino, Croce verde e Croce rossa. Fortunatamente è andato tutto bene ma, senza di voi, la giornata non avrebbe potuto nemmeno essere immaginata.

Grazie agli ex-lavoratori dell’Arsenale che si sono messi a disposizione dei cittadini raccontando loro aneddoti e curiosità su questo luogo splendido.

Grazie ad Asm che ha pulito l’intero percorso in tempi brevissimi, in modo da renderlo praticabile, più sicuro e piacevole per i visitatori.

Grazie a Giulio Ernesti che ha curato la mostra sulle buone pratiche in Europa e in Italia e all’Università che ha arricchito l’esposizione con i suoi progetti per l’area.

Grazie ad “Ascolto Attivo”, senza il quale tutto il lavoro di Arsenale Creativo sarebbe lento e incerto: siete una fonte di sicurezza.

Grazie a Silmy Mohamed, della pizzeria accanto, per averci regalato, in modo del tutto inaspettato quanto gradito, acqua, coca e bicchieri nel momento di maggior caldo, permettendoci di offrire qualcosa da bere anche ai passanti.

Grazie agli amici che, in modo del tutto spontaneo, ci hanno regalato un sorriso portandoci cose buone da mangiare.

Quella di domenica è davvero stata una giornata a coronamento di un anno e mezzo di lavoro, divenuto man mano più intenso. Nulla è più bello e gratificante del sentire le persone piene di sorpresa ammirazione per le scoperte potenzialità dell’Arsenale: finchè non lo si vede non si capisce appieno e l’effetto è davvero folgorante.

Non vi ringrazieremo mai abbastanza.

Cosa ho visto e provato all’Arsenale

Arsenale - interno
Una foto all’interno dell’Arsenale

Venerdì scorso ho avuto il privilegio di poter visitare l’Arsenale di Pavia. Ex Genio militare. 140.000 metri quadrati composti da bellissimi edifici storici in mattoni rossi, aree verdi, fiume, uccellini, attrezzature, cortili, mense, capriate e scaffalature in legno entusiasmanti. Sono potuto entrare perché accompagnato dalla deputata Scuvera e dal senatore Orellana che, per la loro carica, possono accedere in luoghi “protetti” accompagnando un cittadino. Uno e non di più. Sono entrato con il mio amico Costantino Leanti a nome e per conto del “Comitato civico Arsenale Creativo”. Nostro compito fare foto e filmino per poter documentare/raccontare a favore dei concittadini che non possono – per ora – accedervi. Ad accompagnarci nella visita un colonnello e due carabinieri.

La prima sensazione che ho provato è così sintetizzabile: «cavoli che bel posto, come sarebbe giusto ed utile che fosse dato in gestione al Comune di Pavia». Per farne uno spazio di socializzazione, cultura, divertimento, incontro, creatività, servizi. Un nuovo quartiere: originale, vivo, aperto, sostenibile. Pensando ai bisogni dei ragazzi, dei vecchi, di chi vuol creare imprese ed opportunità. E del resto le idee già partorite sul suo riutilizzo da parte di cittadini e scuole sono piene di stimoli e proposte concrete e stimolanti.

La seconda sensazione che ho provato è stata «cavoli, ma come si fa a lasciare abbandonato un posto bello come questo?» Sino a 5 anni fa l’Arsenale era in funzione. Poi è stato chiuso. E lo Stato, cioè noi, se n’è fregato. E sì che ci hanno rotto le scatole per anni dicendo che lo Stato per funzionare bene deve adeguarsi alla cultura e prassi dell’impresa. Bella coerenza! Certamente anche il più “pirla” imprenditore della nostra provincia se avesse avuto in mano un patrimonio come l’Arsenale sarebbe stato in grado, con il minimo sindacale di intelligenza, di preservarlo, farlo rivivere, fruttare e guadagnarci anche dei soldi. Invece lo Stato (considerato – come si suol dire – nelle sue “diverse articolazioni”, ovvero: il Ministro della Difesa, Il Ministro della Cultura, Il Demanio, Il Governo, la Regione, la Prefettura, la Provincia, Il Comune, ma anche l’Università, la Camera di Commercio, le Associazioni di categoria, eccetera) non ha saputo occuparsene e valorizzarlo per il “bene comune”. A custodire il patrimonio collettivo sono stati delegati un paio di carabinieri e militari che fanno un giro ogni tanto. Tutto qui.

Attualmente l’Arsenale è in parte abitato da poveri cristi senza casa e frequentato da ladroni che per ora hanno rubato il rame dei fili elettrici, la rubinetteria e un po’ di attrezzature. Gli esperti in materia dicono che il prossimo passo è rubare gli infissi, i termosifoni, i pavimenti, le porte, le antiche tegole.
Nonostante ciò l’Arsenale è ad oggi e per nostra fortuna, ancora più o meno integro nelle sue strutture e spazi ed anche nella sua bellezza e potenzialità.

Sarebbe una forma patologica di coazione a ripetere il male non intervenire in tempo e con intelligenza per preservare e riutilizzare questo patrimonio storico, che appartiene, per diritto di cittadinanza, alla nostra comunità.

È talmente grande che ci può star dentro un po’ di tutto. Anzi deve starci dentro un po’ di tutto. Perché per tornare a vivere deve essere multiplo, articolato, dinamico.

A breve partirà un percorso di “progettazione partecipata” promosso dal citato Comitato civico e dal Comune, per elaborare, con il protagonismo dei diversi soggetti sociali ed istituzionali, una idea/visione di riutilizzo a beneficio collettivo. Abbiamo anche scritto al Ministro Pinotti di consentire ai pavesi, per almeno un paio di week end, di visitare l’Arsenale, per poter vedere, conoscere, godere, immaginare, proporre.

La strada è lunga e piena di insidie, per la burocrazia imperante, le procedure, il gioco delle competenze, i quattrini che mancano, le pigrizie mentali, la sfiducia in noi stessi, le furbizie e le varie menate che tutti conosciamo. Però con un po’ di impegno (alla fin fine basterebbero un centinaio di cittadini davvero motivati, competenti e rompipalle e un po’ di amministratori pubblici capaci e testardi) ci si può riuscire.

Come dice il poeta «Sognare da soli è solo un sogno. Sognare insieme agli altri è l’inizio della realtà». Scusate se sembra un po’ retorico. Però mi sa che è vero.

L’Arsenale: cosa il PGT permette

Abbiamo elaborato una simulazione di ciò che è possibile fare sull’area attraverso il PGT. L’analisi è a cura dell’Architetto Enrico Sacchi.

La Tav. 07 Carta di uso del suolo del D.d.P. (Documento di Piano) classifica l’Arsenale come Area per Servizi, alla stregua di Ospedale, Università, Edifici scolastici, ecc.

DDP07_Usodelsuolo cerchio
Tav. 07 Carta di uso del suolo del D.d.P.

La Tav. 01 Disciplina dei Servizi del P.d.S. (Piano dei Servizi) non conferma la vocazione riscontrata nella tavola precedente e assegna all’Arsenale l’indicazione di Area dimessa AD1, stabilendo però che al suo interno dovrà essere realizzata la Cittadella dell’istruzione: il triangolo giallo e arancione con lettera “S” che campeggia al centro dell’area certifica questa precisa disposizione. D’altra parte, a pag. 125 del D.d.P. si legge: “L’Arsenale cerca di consolidare e polarizzare il sistema dell’istruzione superiore stabilendo continuità con la zona del Ticinello mediante la cittadella dell’istruzione”. Si tratta quindi di una scelta meditata e ponderata. Le N.T.A. (Norme Tecniche di Attuazione) del P.d.S. elencano, a pag. 5, gli elaborati che hanno valore prescrittivo: la Tav. 01 del P.d.S. fa parte dell’elenco. Di conseguenza, la Cittadella dell’istruzione è ineludibilmente un servizio che deve trovare collocazione all’Arsenale. Solo una Variante al PGT può annullare questo obbligo.

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Tav. 01 Disciplina dei Servizi del P.d.S.

Di seguito viene riportata la scheda specifica, contenuta nel D.d.P., che il PGT assegna all’Arsenale per governarne la trasformazione. La particolare delicatezza dell’intervento è evidenziata nel primo capitolo della scheda, laddove si legge: ”l’area…..costituisce un ambito di rinnovamento paesaggistico e ambientale di singolare interesse per la città…”. La scheda assegna all’Arsenale indici e parametri comuni alle altre aree dimesse, aumentando però dal 50% al 60% della SLP (superficie lorda di pavimento) la percentuale della superficie destinata a parcheggi pubblici.

Scheda specifica AD01, riguardante l’Arsenale

In questo quadro di utilizzazione vengono dimenticate alcune caratteristiche specifiche dell’area Arsenale che condizionano pesantemente le scelte progettuali.

La Tav. 09 Carta di Sintesi dello Studio geologico, idrogeologico e sismico del PGT classifica l’Arsenale in parte in categoria EB (ripiani golenali inondabili anche in caso di piene non eccezionali) con una zona individuata in classe di rischio idraulico R3 (elevato) e, per la restante parte, in categoria D2 (falda freatica prossima al piano di campagna).

Estratto tav.9
Estratto Tav. 09 Carta di Sintesi dello Studio geologico, idrogeologico e sismico del PGT

Da qui emerge l’impossibilità di disporre nuova edificazione nella zona EB e la seria difficoltà, in tutta l’area, di realizzare parcheggi interrati come viene indicato per le aree dimesse a pag. 248 del D.d.P. All’Arsenale i parcheggi interrati avrebbero costi di costruzione molto elevati per la presenza di acqua di falda, necessità di robusta impermeabilizzazione e, in caso di inondazione, rischio elevato di imbarcare acqua dalle rampe di accesso e dalle aperture di aerazione, rischio eludibile solo rialzando l’attuale piano di campagna con un molto discutibile riporto di terreno.

Il PGT non fa menzione della presenza di edifici di notevole valore storico e architettonico costruiti poco dopo l’Unità d’Italia, quando l’Arsenale di Pavia trovò collocazione nella sede attuale. Questi edifici insistono su area di proprietà pubblica (il Demanio), hanno più di 70 anni di vita e sono confinanti con il Monastero di San Salvatore e con la sua area di pertinenza, interessati il primo da vincolo diretto della Soprintendenza e la seconda da vincolo indiretto. Gli edifici storici dell’Arsenale, all’atto della dismissione da parte del Demanio, saranno, per legge, valutati dalla Soprintendenza e senz’altro sottoposti all’obbligo di conservazione e restauro, come già avvenuto per casi simili anche nella nostra città. Questa presenza, ignorata dagli estensori del PGT, rende di fatto non realizzabile la strada indicata come nuovo collegamento tra via Riviera e via Montebello dalla scheda e dallo Studio sulla Mobilità.

Essendo l’area posta in fregio al fiume, il PGT ha ritenuto opportuno ridurre l’impatto visivo dei nuovi edifici: il numero dei piani, che nelle aree dimesse varia tra 8 e 13, è stato qui ridotto a 5. Essendo però rimasti inalterati gli indici di edificazione e quindi la SLP realizzabile in funzione della superficie dell’area, la riduzione del numero dei piani determina una distribuzione orizzontale della edificazione e un conseguente affastellamento degli edifici.

Alla luce di quanto sopra, ci siamo dilettati a immaginare come potrebbe essere trasformata l’area dell’Arsenale applicando diligentemente norme, indicazione e parametri del PGT.

La sottostante tabella evidenzia i numeri in gioco e la planimetria presenta un’ipotesi di intervento. Il disegno non vuole essere un progetto architettonico, ma solamente la visualizzazione grafica della trasformazione che l’area Arsenale subirà qualora il PGT potesse seguire il suo corso. Osservando la tavola, appare evidente che la SLP ammessa è strepitosamente eccessiva e determina una vera e propria congestione dell’edificato. E’ chiaro quindi che le scelte del PGT sono state effettuate con grande superficialità e senza alcuna verifica degli effettivi risultati.

  • Superficie territoriale (St): mq. 143.600,00
  • Superficie permeabile min. (0,30 x St): mq. 43.080,00
  • Indice territoriale base (It): 0,40 mq/mq
  • Indice aggiuntivo It: 0,12 mq/mq
  • Bonus aggiuntivo: 15% (0,40 + 0,12)
  • Indice territoriale totale It: 0,60 mq/mq
  • SLP base (0,40 x mq. 143.600,00): mq. 57.440,00
  • SLP aggiuntiva (0,12 x mq. 143.600,00): mq. 17.232,00
  • SPL bonus 15% (57.440,00 + 17.232,00): mq. 11.200,80
  • SLP TOTALE: mq. 85.872,80

Aree a servizi (100% SLP): mq. 85.872,80 – così suddivise:

  • 50% aree libere (verde, 0,50 x mq. 85.872,00): mq. 42.936,40
  • 50% aree per attrezzature (0,50 x mq. 85.872,00): mq. 42.936,40
  • Parcheggi pubblici min. (60% SLP): mq. 51.523,68

Destinazioni edilizie

  • Residenza ((57.440,00 x 0,50) + 17.232,00 + 11.200,80): mq. 57.152,80
  • Terziario (ipotesi 40% di SLP residenziale base, 0,40 x 57.440,00): mq. 22.976,00
  • Commerciale (ipotesi 10% di SLP residenziale base, 0,10 x 57.440,00): mq. 5.744,00
  • SLP residenziale totale: mq. 85.872,80
  • Numero abitanti previsti (50 mq/ab): n. 1.143,00

Parcheggi pertinenziali Legge n. 122

  • per Residenza (mq. 1/3,3  mq. 57.152,80/3,3): mq. 17.319,00
  • per Terziario (mq. 1/3,3  mq. 22.976,00/3,3): mq. 6.962,42
  • per Commerciale (mq. 1/3,3  mq. 5.744,00/3,3): mq. 1.740,60

TOTALE parcheggi pertinenziali: mq. 26.022,02

stato di fatto
Tav. Stato di fatto
ipotesi progetto
Tav. Ipotesi progetto